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Un romanticismo freddo





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 :.  Stile di Paul Klee  :. Un romanticismo freddo

Un romanticismo freddo

Il romanticismo razionale di Paul Klee

Nel catalogo della sua prima grande mostra personale nel 1914, Paul Klee definisce il suo stile come "romanticismo freddo".
Anche l'arte classica fu per Klee una base importante, da superare però con una ricerca del tutto personale del senso da dare al proprio percorso artistico.
«Se Ingres ha posto ordine alla quiete io vorrei, al di là del pathos, porre ordine al movimento», scrive l’artista.
Per descrivere il romanticismo astratto, o freddo, di Paul Klee prendiamo ad esempio un quadro icona del romanticismo tedesco, «Il viaggiatore sopra il mare di nebbia».
Con la dinamicità impressa a nuvole, rocce e nebbia del paesaggio montano, Caspar David Friedrich esprime il pathos dell’uomo solo di fronte al creato, la nostalgia dell’infinito.
Questo tema del misticismo nella natura, il legame profondo che la unisce all’uomo, è ricorrente anche nell’opera di Klee: a rappresentarlo nei suoi quadri non è un paesaggio realistico, ma forme geometriche e frecce.
E come non rintracciare echi del tardo romanticismo in questa frase scritta dal giovane Klee: «Io filosofeggio sulla morte...il desiderio di morte non già come rinuncia, bensì quale aspirazione alla perfezione.»
Se è vero che Paul Klee crebbe in un’atmosfera impregnata di tardo romanticismo tedesco, che si basava in fondo sulla "riscoperta" della cultura greco-romana, lo studio diretto dei classici fu importante per la sua formazione. Appena ventenne a Roma Klee medita sulle proporzioni delle parti architettoniche degli edifici classici.
Proporzioni e numeri "magici", che si trovano anche nelle forme della natura (dalle foglie ai licheni, di cui Klee possedeva una collezione), non esalano per lui freddezza e distacco, ma al contrario denotano vita e gli servono per lo studio dell’arte.
Ma per Klee «l’arte classica era il punto di partenza di ogni artista moderno, da cui ci si doveva distaccare per creare qualcosa di nuovo», spiega lo storico dell’arte Michael Baumgartner.
Come disegnatore Paul Klee fu influenzato soprattutto da Goya, e dall’espressionismo di Ensor e di Alfred Kubin. Fra il 1908 e il 1912 in alcune esposizioni a Monaco, ebbe poi modo di conoscere le opere di Van Gogh, Matisse, Cézanne. Di quest’ultimo Klee scrive: «Ecco il maestro, par excellence, assai più di quanto non lo sia Van Gogh».
Sappiamo che alla pittura Klee arrivò solo dopo un profondo studio dell’arte e anni di tentativi più o meno riusciti. Per il pittore Paul Klee furono determinanti gli incontri con Robert Delaunay, maestro del colore, e naturalmente con August Macke, Franz Marc e Wassily Kandisky.
Le idee dei fondatori del movimento pittorico «Il Cavaliere azzurro» erano molto vicine alle sue e lavorare finalmente a contatto con altri artisti, dopo un isolamento più o meno volontario, lo aiutò molto a crescere.
Come per Kandisky, anche per Klee l’artista deve trovare la sua propria originale fonte d’ispirazione nella parte più profonda di se stesso: il bambino che è in lui, l’elemento subconscio e spontaneo della creatività.

http://www.paulklee.info/acquerello_im_25319.htm
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Un romanticismo freddo
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Un romanticismo freddo:Nel catalogo della sua prima grande mostra personale nel 1914, Paul Klee definisce il suo stile come "romanticismo freddo". Anche l'arte classica fu per Klee una base importante, da superare però con una ricerca del tutto personale del senso da dare

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